Feb
10

Canone concordato a Caserta?

Gli Accordi territoriali stipulati fra associazioni di categoria (Confedilizia, UPPI, APPC, Ferproprietà, Sunia, Sicet, Uniat) e il Comune di Caserta nel 1999 sono la base per poter utilizzare una tipologia contrattuale che prevede molti vantaggi fiscali, il contratto 3+2.
Per capire  la reale utilizzabilità di questi accordi, abbiamo fatto qualche calcolo.

L’accordo si caratterizza per essere ancora stipulato in lire, e per essere risalente ad un periodo in cui alcune zone della città erano meno sviluppate e considerate periferiche.

La città viene divisa in 6 zone a cui fa riferimento un canone minimo e massimo da applicare; gli appartamenti, invece in 4 fasce a seconda di alcuni requisiti presenti  (tipologia del fabbricato, presenza di ascensore, riscaldamento autonomo, spazi verdi comuni), con degli ulteriori valori di oscillazione, per la determinazione del canone a metro quadrato.
Il risultato di questo calcolo, deve essere poi riportato in Euro (ricordate? 1€ = 1936,27 Lire) e adeguato alla rivalutazione monetaria che si è avuta negli ultimi 15 anni.
Il risultato è stato abbastanza incoraggiante, e ora vi spieghiamo il perché.

In due casi, Periferia Sud e Frazioni, nel nostro esempio, il valore indicato è troppo basso. Pur ipotizzando immobili di una metratura fra gli 80 e i 90 mq, il canone di locazione risulta essere anche 200 euro in meno del valore di mercato.

Nella zona individuata fra la periferia e le frazioni storiche della città, se si è in presenza di un immobile con una elevata superficie, e caratteristiche tali da poterlo inserire nella fascia più alta, il canone concordato è piuttosto vicino alla richiesta di mercato, quindi è facilmente applicabile.
Per la zona 1, relativa al Centro storico, nell’esempio fatto da noi (appartamento di circa 80 mq ma rientrante in prima fascia, quindi in un fabbricato storico, senza ascensore o posto auto) il canone derivante dal calcolo non è paragonabile al canone di mercato, tuttavia, facendo i calcoli relativi alle agevolazioni fiscali, potrebbe risultare comunque conveniente per il proprietario di casa.

E’ chiaro che non possa essere fatta una valutazione complessiva, ma che occorra effettuare il calcolo e verificare la convenienza del canone concordato rispetto ad un canone libero, caso per caso, non dimenticando, tuttavia, che con l’aliquota della cedolare secca al 10% e i nuovi sconti previsti dalla Legge di stabilità 2015, relativi ad IMU e TARI, la scelta di un contratto a canone concordato può risultare estremamente vantaggioso.

Se siamo risultati troppo tecnici, non esitate a chiamarci!