Feb
28

Cedolare secca e contratto foresteria

La legislazione italiana è complessa e questo determina numerose, e spesso diverse tra loro, interpretazioni delle norme in vigore.

Anche il Dlgs 23/2011 che ha istituito la cedolare secca, non si sottrae a questa consuetudine. Dopo quasi cinque  anni dalla sua emanazione, diverse Commissioni Tributarie in tutto il territorio  nazionale, stanno dando battaglia all’Agenzia dell’Entrate a colpi di sentenze, proprio sull’interpretazione di un suo aspetto specifico.

Parliamo della possibilità per il proprietario di un immobile di optare per la cedolare secca anche nel caso in cui il conduttore sia una società.

Ecco cosa è accaduto accaduto.

Fin dal momento dall’entrata in vigore del decreto istitutivo della tassazione fissa, l’Agenzia dell’Entrate, con la circolare 26/E/2011 ha specificato la non applicabilità di questa normativa nel caso in cui un proprietario locasse il proprio immobile non ad una persona fisica, ma ad una società, con contratto ad uso foresteria.

Alcuni locatori di appartamenti affittati a società, hanno applicato ugualmente la cedolare secca, usufruendo in questo modo delle aliquote agevolate. Non hanno quindi pagato imposta di bollo e registro considerate assorbite dall’opzione della cedolare.

Questi locatori, dopo essersi visti recapitare un avviso di liquidazione con l’ingiunzione al pagamento dell’imposta di registro considerata non pagata, hanno impugnato l’atto impositivo dell’ufficio dell’Agenzia dell’Entrate competente, presentando ricorso.

La Commissione Tributaria Provinciale di Milano, interessata del caso, ad esempio, nelle sentenze 3529/25/15 e 754 del 27.2.17, ha dato ragione al ricorrente, fornendo nuovamente un’interpretazione estensiva della norma.

I giudici milanesi hanno sostenuto che l’interpretazione dell’Agenzia dell’Entrate, debba essere considerata non vincolante, in quanto nel Dlgs 23/2011 art. 3, si parla di obbligatorietà della “persona fisica” solo riguardo al locatore. In questo senso, oltretutto, si era già espressa anteriormente anche la Commissione Tributaria provinciale di Reggio Emilia.

La giurisprudenza, quindi,  trovandosi  a dover risolvere casi specifici, sta quindi lentamente dando un senso ad una norma che, interpretata in senso restrittivo, dava luogo ad inspiegabili “ingiustizie”.

Ultimi aggiornamenti

A queste decisioni, va aggiunta, in ultimo, la n.222/2018 con cui la terza sezione della Commissione Tributaria di Pavia ha stabilito che l’utilizzo del regime della cedolare secca è sempre consentito quando il locatore conceda in locazione un immobile, a uso abitativo, anche a una società.

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