Un nostro affezionato cliente ci ha contattati, per porci una domanda riguardante la proroga dei contratti di locazione e eventuali aumenti di canone.
“Fra circa otto mesi il contratto di locazione attualmente in vigore per il mio appartamento, scade e dovrebbe essere prorogato. Dopo sette anni, vorrei fare un piccolo ritocco al canone, tenuto anche conto del fatto che in questi anni abbiamo prontamente provveduto a tutte le esigenze degli inquilini, anche rispetto a manutenzioni o riparazioni da loro non richieste.
L’appartamento è locato con un contratto a canone concordato. È possibile chiedere un aumento?”
Tecnicamente quello che il nostro cliente vuole fare, si chiama rinnovo a nuove condizioni.
In pratica non si va a prorogare semplicemente il contratto, ma si manifesta la volontà di continuare il rapporto locatizio con le stesse persone chiedendo tuttavia di modificare le condizioni. Di fatto è come se si desse vita ad un nuovo contratto, in quanto, anche dal punto di vista della registrazione, non si effettuerà la proroga.
Il rinnovo a nuove condizioni: cosa è e come funziona
Come si procede?
Prima che si arrivi a sei mesi dal giorno della scadenza o della proroga, il proprietario deve inviare la comunicazione di voler rinnovare a nuove condizioni. Vanno indicati i nuovi termini contrattuali che in genere riguardano il canone e non altro e l’inquilino deve, entro 60 giorni, comunicare se accetta questi nuovi termini o meno.
Se il nuovo canone viene accettato, l’inquilino lo comunicherà e dal giorno indicato nella lettera del proprietario, inizierà a essere dovuta la nuova somma. In alternativa potrebbe suggerire un’altra cifra e giungere così a un compromesso fra le parti.
Se il nuovo canone non viene accettato, invece, il contratto finirà e la lettera di rinnovo a nuove condizioni varrà come disdetta.
Requisiti fondamentali per seguire questa procedura.
Quando si può fare: solo alla seconda scadenza del contratto 4+4 o 3+2 (quindi all’ottavo o al quinto anno).
Le tempistiche: i proprietari devono effettuare la comunicazione, entro la data prevista per le disdette, quindi entro e non oltre i 6 dalla scadenza.
Le modalità: raccomandata con avviso di ricevimento.
Il consiglio del consulente immobiliare.
Se si intende procedere alla richiesta di rinnovo a nuove condizioni (richiesta più che legittima, soprattutto se, in presenza di cedolare secca non sono stati richiesti adeguamenti ISTAT), è meglio parlare con i propri inquilini, prima di inviare la lettera con la richiesta, per concordare un canone che sia accettato e accettabile.
Nel caso si trattasse di un contratto a canone concordato, prima di ipotizzare un nuovo canone, verificare se, sulla base degli accordi territoriali, l’aumento sia possibile.
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